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Intervista a Roberto Galoppini

Roberto, sei stato tra i fondatori ed oggi sei presidente del CIRS, il primo consorzio sull’open source italiano e il tuo blog  robertogaloppini.net è in breve diventato uno più letti ed autorevoli blog sull’open source del mondo, dal tuo osservatorio preferenziale come vedi il rapporto tra innovazione e conoscenza diffusa?

Il rapporto tra open source – ovvero di quei programmi le cui licenze di utilizzo consentono la copia, la modifica e la redistribuzione nel pieno rispetto del diritto d’autore – ed innovazione è un tema controverso su cui da anni si con frontano detrattori e sostenitori di questa particolare modalità di licenziare il software. Il punto è che l’innovazione in ambito informatico, come del resto anche nell’elettronica, procede per passi successivi, e per questo parliamo di “innovazione sequenziale“ e molto, molto più raramente, di breakthrough innovation. Se il carattere imitativo che si riscontra in importanti progetti open source, come ad esempio nel caso della suite di office automation OpenOffice.org, è innegabile, è altrettanto importante riconoscere nel modello produttivo basato sulla co-opetition – neologismo usato per descrivere la cooperative competion – la capacità di specializzare l’innovazione in forme e modi precedentemente impensabili.Oggi Linux è disponibile per una varietà di piattaforme hardware che non ha euguali nel panorama dei sistemi operativi proprietari, Microsoft compresa; Continue Reading…

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Posted 2 years, 7 months ago.

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Intervista a Enzo Valente, Direttore del GARR

Consortium GARRIl Consortium GARR è l’ideatore e gestore della rete telematica nazionale per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca Scientifica; abbiamo intervistato il direttore, il Prof. Enzo Valente per sapere di più sull’attività ed i progetti del GARR e conoscere il suo punto di vista sui alcuni aspetti della ricerca e dell’innovazione…
Quali sono gli obiettivi del GARR ? Il principale obiettivo del GARR è quello di fornire connettività ad altissime prestazioni alla comunità scientifica e accademica italiana, similmente a come accade negli altri paesi europei e del mondo dove esiste in parallelo all’internet commerciale una rete della ricerca. Le applicazioni che servono al mondo della ricerca, soprattutto al fine di facilitare collaborazioni internazionali, richiedono, infatti, un tipo di connettività diversa da quella che può fornire un provider commerciale. Pensiamo ad esempio ad un esame di teleradiologia realizzato attraverso l’intervento di persone poste in località diversa: una rete di connettività commerciale non può garantire l’affidabilità necessaria. Le tecnologie in uso dalle reti della ricerca sono notevolmente più avanzate rispetto a quelle commerciali: in media le reti della ricerca precedono da cinque a venti anni quelle commerciali.
… e quali le principali attività con cui li persegue?Dal punto di vista tecnologico, il GARR è impegnato in un importante processo di migrazione ad una rete totalmente in fibra ottica su suolo italiano; Continue Reading…

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Posted 2 years, 7 months ago.

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Intervista a Paolo Paganucci

Paolo PaganucciQuale è a tuo avviso la prossima frontiera dell’innovazione in ambito mobile?

Ieri erano i contenuti (“content is king” si diceva!), oggi è il mobile broadband (le nuove frontiere sulle tecnologie di accesso alla rete permetteranno esperienze di connettività mobile incredibili) e domani saranno le partnership, la convergenza delle industry contigue, i nuovi modelli di business. Ad esempio, tutti scommettono sulla “rivoluzione” che porteranno gli operatori virtuali al mercato del Mobile in Italia… io ci credo e penso che da quel fronte arriveranno soprattutto innovazioni ai modelli di business e non tecnologiche, ma sempre in ottica cliente.

Alla base di tutto, infatti, dovranno continuare a regnare le regole fondamentali dell’innovazione: semplicità d’uso e utilità. La tecnologia deve essere al servizio dell’uomo, non il contrario.

Come può l’innovazione cambiare la qualità della vita?

Moltissimo. Ne abbiamo esempi continui… è di questi giorni la notizia che il comune di Genova ha organizzato un servizio per anziani e malati basato su un braccialetto elettronico localizzabile tramite GPS con monitoraggio continuo via internet della posizione e delle principali funzioni vitali. La sensoristica, le nanotecnologie, le energie alternative sono tutte innovazioni che contribuiscono sicuramente a migliorare la qualità della vita. Ma anche iniziative meno “tecnologiche” sono importantissime, come ad esempio l’OLPC (One Laptop Per Child) di Negroponte che ha l’ambizione di riuscire a dare un portatile ad ogni bambino del mondo realizzando prodotti a bassissimo costo (in questo caso 100$ a PC).

Il problema, semmai, è legato all’impegno che le industrie dedicano o possono dedicare all’innovazione. Oggi viviamo in una società industriale che preferisce l’uovo oggi invece che la gallina domani e questa è l’antitesi dell’innovazione!

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Posted 2 years, 11 months ago.

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Intervista a Marco Montemagno

La società di cui sei cofondatore e che amministri raccoglie un insieme di blog professionali; ritieni che questa possa essere la futura via dell’informazione, sulla rete e non solo?
Quando un anno e mezzo fa con Marco Antonio Masieri abbiamo fondato Blogosfere, un network di blog era la strada migliore. Oggi le soluzioni possibili sono diverse. L’aspetto interessante è vedere quali sono i caratteri dominanti della nuova informazione. Il principale è che l’informazione ora è più sociale, vale a dire gli utenti partecipano sempre di più e l’informazione non la fanno solo i media ed i giornalisti, ma la fanno in realtà tutti anche se a diversi livelli e con diverse gerarchie. Il punto chiave sta nel diventare il migliore hub, il migliore aggregatore di informazioni. Per fare un esempio che renda l’idea, si può considerare il lancio dell’iphone dove si è assistito ad un cambiamento molto interessante: l’informazione è stata coperta non solo in maniera tradizionale, ma molto anche dagli utenti in modo nuovo usando strumenti come Mogulus, il software per il videostreaming, Twitter, Jaiku, blog, social network ecc. ecc.; questo secondo me è il vero futuro dell’informazione, dove ci sono mille componenti, molte piattaforme ed i più bravi ad essere hub di tutto questo sono quelli che avranno più successo.
Ritieni che siano maturi i tempi per un utilizzo più intensivo in ambito business del web 2.0 o di una sua diversa coniugazione?
Premettendo che la definizione di web2.0 è molto vasta, ampia e opinabile ci sono comunque dei settori dove alcuni strumenti del web2.0 ed alcuni suoi approcci – mi riferisco, ad esempio, al fatto di essere utenti molto attivi, molto connessi – ne rendono l’uso in chiave business molto interessante, uno per tutti comunicazione e marketing. Se mi occupassi di comunicazione utilizzerei per le mie campagne tutti quegli strumenti come Twitter, Pownce, l’ultima start up di Kevin Rose, blog, presenza su centri di gravità come Facebook, Myspace, Youtube ecc.ecc.. Un utilizzo immediato è quindi quello del marketing, poi possiamo considerare la produttività interna delle aziende, dove, ad esempio, per quanto riguarda la Intranet la comunicazione interna alle aziende ne trae sicuramente un notevole beneficio e molte società ne stanno già facendo uso.
Tra i blog del tuo network ce ne sono diversi sul tema dell’hitech e dell’innovazione, in Italia a tuo avviso quali sono gli ostacoli principali per chi vuole fare innovazione tecnologica? Continue Reading…

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Posted 3 years ago.

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Intervista a Luca Conti

Quali cambiamenti nell’utilizzo della rete sta portando il web 2.0?
Beh, sicuramente la partecipazione viene facilitata e i siti che se ne avvantaggiano, ampliando la possibilità di comunicazione del lettore/navigatore, sono in forte crescita.
…e quali trasformazioni ha portato nella vita quotidiana?
Più opinioni e più dibattito aumentano il pluralismo e credo, sul lungo termine, portano a sviluppare un maggiore spirito critico e a prendere decisioni con maggiore informazione, non solo in rete ovviamente.
Tra i vari “strumenti” del web2.0 quale ritieni abbia più potenzialità?
Tutto ciò che risponde ad un vero bisogno di comunicare e di confrontarsi, in maniera semplice e con riflessi concreti sulla vita di tutti i giorni. La tecnologia non utile in breve passa di moda e non lascia traccia.
Qualcuno già parla di web 3.0, che ne dici tu?
Web 3.0 fa riferimento al web semantico. Un passaggio epocale che non avverrà domani. Sarà un grande passo. I termini come web 2.0 vanno presi come espressioni che semplificano i concetti per il grande pubblico. Non bisogna affezionarcisi troppo o abusarne.
Può il web 2.0 e tutto ciò che gli ruota attorno giocare un ruolo come volano per il rilancio dell’innovazione in Italia
Dubito perché, almeno al momento, il web partecipato non è un fenomeno di massa, anche se in forte crescita. L’Italia per innovare deve rinnovarsi nelle leve del potere, politico, economico,mediatico. Sappiamo bene quali sono le resistenze e, pur essendo ottimista, sono realista da capire che non è un passaggio facile, né indolore, né immediato. Ci vorrà molto tempo, speriamo non troppo.

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Posted 3 years ago.

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