Le Interviste


LE INTERVISTE AI PROTAGONISTI DELL’INNOVAZIONE

Intervista ad Enzo Valente, Direttore del GARR

Il Consortium GARR è l’ideatore e gestore della rete telematica nazionale per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca Scientifica; abbiamo intervistato il direttore, il Prof. Enzo Valente per sapere di più sull’attività ed i progetti del GARR e conoscere il suo punto di vista sui alcuni aspetti della ricerca e dell’innovazione…

Quali sono gli obiettivi del GARR ?

Il principale obiettivo del GARR è quello di fornire connettività ad altissime prestazioni alla comunità scientifica e accademica italiana, similmente a come accade negli altri paesi europei e del mondo dove esiste in parallelo all’internet commerciale una rete della ricerca.

Le applicazioni che servono al mondo della ricerca, soprattutto al fine di facilitare collaborazioni internazionali, richiedono, infatti, un tipo di connettività diversa da quella che può fornire un provider commerciale.


Intervista a Roberto Galoppini

Roberto, sei stato tra i fondatori ed oggi sei presidente del CIRS, il primo consorzio sull’open source italiano e il tuo blog robertogaloppini.net è in breve diventato uno più letti ed autorevoli blog sull’open source del mondo, dal tuo osservatorio preferenziale come vedi il rapporto tra innovazione e conoscenza diffusa?
Il rapporto tra open source – ovvero di quei programmi le cui licenze di utilizzo consentono la copia, la modifica e la redistribuzione nel pieno rispetto del diritto d’autore – ed innovazione è un tema controverso su cui da anni si con frontano detrattori e sostenitori di questa particolare modalità di licenziare il software.

Il punto è che l’innovazione in ambito informatico, come del resto anche nell’elettronica, procede per passi successivi, e per questo parliamo di “innovazione sequenziale“ e molto, molto più raramente, di breakthrough innovation.

Intervista a Paolo Paganucci

Paolo Paganucci

Quale è a tuo avviso la prossima frontiera dell’innovazione in ambito mobile?
Ieri erano i contenuti (“content is king” si diceva!), oggi è il mobile broadband (le nuove frontiere sulle tecnologie di accesso alla rete permetteranno esperienze di connettività mobile incredibili) e domani saranno le partnership, la convergenza delle industry contigue, i nuovi modelli di business. Ad esempio, tutti scommettono sulla “rivoluzione” che porteranno gli operatori virtuali al mercato del Mobile in Italia… io ci credo e penso che da quel fronte arriveranno soprattutto innovazioni ai modelli di business e non tecnologiche, ma sempre in ottica cliente. Alla base di tutto, infatti, dovranno continuare a regnare le regole fondamentali dell’innovazione: semplicità d’uso e utilità. La tecnologia deve essere al servizio dell’uomo, non il contrario.

Come può l’innovazione cambiare la qualità della vita?
Moltissimo. Ne abbiamo esempi continui… è di questi giorni la notizia che il comune di Genova ha organizzato un servizio per anziani e malati basato su un braccialetto elettronico localizzabile tramite GPS con monitoraggio continuo via internet della posizione e delle principali funzioni vitali. La sensoristica, le nanotecnologie, le energie alternative sono tutte innovazioni che contribuiscono sicuramente a migliorare la qualità della vita.

Intervista a Marco Montemagno

La società di cui sei cofondatore e che amministri raccoglie un insieme di blog professionali; ritieni che questa possa essere la futura via dell’informazione, sulla rete e non solo?
Quando un anno e mezzo fa con Marco Antonio Masieri abbiamo fondato Blogosfere, un network di blog era la strada migliore.

Oggi le soluzioni possibili sono diverse. L’aspetto interessante è vedere quali sono i caratteri dominanti della nuova informazione. Il principale è che l’informazione ora è più sociale, vale a dire gli utenti partecipano sempre di più e l’informazione non la fanno solo i media ed i giornalisti, ma la fanno in realtà tutti anche se a diversi livelli e con diverse gerarchie. Il punto chiave sta nel diventare il migliore hub, il migliore aggregatore di informazioni.
Per fare un esempio che renda l’idea, si può considerare il lancio dell’iphone dove si è assistito ad un cambiamento molto interessante: l’informazione è stata coperta non solo in maniera tradizionale, ma molto anche dagli utenti in modo nuovo usando strumenti come Mogulus, il software per il videostreaming, Twitter, Jaiku, blog, social network ecc. ecc.; questo secondo me è il vero futuro dell’informazione, dove ci sono mille componenti, molte piattaforme ed i più bravi ad essere hub di tutto questo sono quelli che avranno più successo…


Intervista a Luca Conti

Quali cambiamenti nell’utilizzo della rete sta portando il web 2.0?
Beh, sicuramente la partecipazione viene facilitata e i siti che se ne avvantaggiano, ampliando la possibilità di comunicazione del lettore/navigatore, sono in forte crescita…e quali trasformazioni ha portato nella vita quotidiana?Più opinioni e più dibattito aumentano il pluralismo e credo, sul lungo termine, portano a sviluppare un maggiore spirito critico e a prendere decisioni con maggiore informazione, non solo in rete ovviamente.
Tra i vari “strumenti” del web2.0 quale ritieni abbia più potenzialità?
Tutto ciò che risponde ad un vero bisogno di comunicare e di confrontarsi, in maniera semplice e con riflessi concreti sulla vita di tutti i giorni. La tecnologia non utile in breve passa di moda e non lascia traccia.

Qualcuno già parla di web 3.0, che ne dici tu?
Web 3.0 fa riferimento al web semantico. Un passaggio epocale che non avverrà domani. Sarà un grande passo. I termini come web 2.0 vanno presi come espressioni che semplificano i concetti per il grande pubblico. Non bisogna affezionarcisi troppo o abusarne…

Intervista a Michele Appendino A.M.E. Ventures

Michele Appendino, pioniere del venture capital italiano, co-fondatore di Net Partners Ventures prima e poi fondatore di A.M.E. Ventures, società di venture capital molto attiva soprattutto nel settore delle energie rinnovabili.
Cosa ti ha spinto ad occuparti di venture capital in Italia ed in Europa?

Ho iniziato ad operare nel settore del Venture Capital una decina di anni fa, con un’ idea imprenditoriale relativa al mondo delle tecnologie e di internet.
Avevo notato che il settore era in grande fermento e offriva grosse opportunità d’investimento a diversi livelli: era quindi possibile sviluppare un vero e proprio portafoglio diversificato di aziende invece di concentrarsi su di un solo investimento alla volta.
Quando siamo partiti con Net Partners Ventures non mi era chiarissimo quali fossero le aree di sicuro sviluppo che sarebbero risultate più redditizie. Inizialmente abbiamo, deciso di costruire un portafoglio maggiormente basato sulla forza delle idee imprenditoriali, solo in un secondo momento ci siamo concentrati sulle opportunità d’investimento….

Intervista a Stefano Venturi, Cisco Systems Italy

Investire in ricerca e sviluppo per un’azienda equivale ad investire sul suo sviluppo futuro, ma la ricerca nel settore privato è ancora ben lontana dal raggiungere gli obiettivi stabiliti in sede europea. Sul tema R&D e impresa abbiamo sentito il parere di Stefano Venturi, amministratore delegato di Cisco Systems Italy, azienda fortemente impegnata nella ricerca e sviluppo che gestisce, tra l’altro, il Cisco Photonics Italy di Monza, una delle più importanti strutture a livello europeo in materia di fotonica.
Quanto del successo di un’azienda deriva dagli investimenti in ricerca e sviluppo?

Certo, gli investimenti in ricerca e sviluppo sono importanti, ma ancora più di questi è fondamentale saper creare in azienda una cultura dell’innovazione. Bisogna, infatti, sempre tenere in considerazione che la ricerca e sviluppo in sé, finanziata e portata a termine solo come un esercizio di stile in un laboratorio di un’azienda che non innova nei processi e nella cultura aziendale, non sfocia in prodotti o in servizi, rimanendo per usare un’espressione cara agli americani, come il “rossetto sul bulldog”.
Importante è fare dell’azienda una culla dell’innovazione, fare un enforcement di innovazione in generale, perché la ricerca e sviluppo è figlia di una cultura innovativa. Di per sé potrebbe diventare addirittura pernicioso quando la cultura aziendale fa sì che la ricerca e sviluppo diventi una technology religion.

Intervista a Vittorio Bertola: Internet,

La rete Internet ha segnato una svolta epocale nel modo di vivere e di lavorare. Ma la stessa rete, se da un lato ha influenzato l’evoluzione della società, annientando gli spazi ed il tempo e facilitando, così, la comunicazione e gli scambi, dall’altra è essa stessa in costante evoluzione ed in continuo cambiamento sotto l’influenza della società stessa. Di internet, innovazione e società abbiamo parlato con Vittorio Bertola, voce tra le più autorevoli quanto si parla di web in Italia, membro del Working Group on Internet Governance (WGIG) dell’ONU, membro del Comitato Consultivo per la Governance di Internet del Governo Italiano e membro del Board of Directors dell’ICANN, l’entità di amministrazione globale dei domini Internet.
Ing. Bertola, come è evoluta e sta evolvendo la rete Internet oggi? In che direzione sta andando? Con l’affermarsi sulla scena di grandi corporation e di grandi interessi economici, rischia di perdere quel carattere di indipendenza ed in parte di anarchia che aveva all’origine?

Il rischio esiste ed è opportuno che gli utenti della rete diventino sempre più consapevoli ed attenti a ciò che viene fatto, sia in termini di leggi che in termini di scelte tecnologiche ed economiche proposte – talvolta imposte – al mercato…

Intervista a Claudio Giuliano, COO di Torino Wireless

Creare un circolo virtuoso in cui le attività di ricerca, la creazione di attività imprenditoriali, la crescita di quelle esistenti, la disponibilità di capitali siano strettamente integrati e capaci di autoalimentarsi”, questo è l’impegno del distretto del Wireless italiano con sede a Torino.
Per conoscerlo più da vicino abbiamo intervistato l’ing. Claudio Giuliano, COO di Torino Wireless e Presidente del fondo di venture capital Piemontech.

Ing. Giuliano lei è COO di Torino Wireless, come si colloca il suo distretto all’interno del tessuto produttivo piemontese e quali sono i suoi obiettivi?

L’obiettivo primario del distretto si può sinteticamente riassumere in una cifra: oggi il PIL del Piemonte riconducibile all’Information Communication Technology è intorno al 4,5 % e l’obiettivo del distretto è quello di raddoppiare questa percentuale in 10 anni.
Un obiettivo molto ambizioso.

Sicuramente molto ambizioso perché arrivare al 10% significa raggiungere i risultati dei distretti mondiali più innovativi nell’ICT. Tanto per fare un esempio, nella Silicon Valley la quota di PIL riconducibile all’ICT è dell’ordine del 18-19%…

Centrica: Ecco un esempio di PMI innovativa da imitare

Una piccola azienda può innovare? A detta di molti non è possibile, ma l’esempio di Centrica, azienda software fiorentina, smentisce questa tesi pessimistica e conferma che la dimensione aziendale, in molti campi, non rappresenta una discriminante per ottenere dei risultati e dei riconoscimenti in ricerca e innovazione. Centrica, infatti, è l’unica azienda italiana vincitrice dell’edizione 2006 dell’IST Prize, il prestigioso riconoscimento organizzato da Euro-CASE, l’European Council of Applied Sciences, Technologies and Engineering, con il supporto dell’IST Programme della Commissione Europea. “Centrica” ci spiega l’A.D. Marco Cappellini, “è un’azienda fiorentina focalizzata nello sviluppo di soluzioni e prodotti per l’imaging, il digital watermarking, l’Internet imaging, oltre a fornire servizi nelle aree web&multimedia, per la Pubblica Amministrazione, in particolare per il settore Beni Culturali, e l’industria.
La sua è l’unica azienda italiana vincitrice dell’IST Prize dal 1999, quale impegno c’è dietro un risultato così importante?

L’attività che ci ha portato ad essere IST Prize Winner nasce ancora prima della nascita dell’azienda. Nel ‘96-‘97, io e Paolo De Rocco, uno dei cinque fondatori, con il quale condivido quotidianamente questa straordinaria avventura, abbiamo avuto l’opportunità di condividere l’esperienza del servizio civile presso il Dipartimento Tecnologie Avanzate della Galleria degli Uffizi…

Intervista ad Anna Gervasoni, Direttore Generale dell’ AIFI

Prof.ssa Gervasoni, l’AIFI celebra nel 2006 il suo ventesimo anno di attività, ci può indicare come opera e quali sono le finalità dell’Associazione?
L’Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital (AIFI) è stata costituita nel 1986 con l’obiettivo d i promuovere, sviluppare e rappresentare l’attività degli investitori istituzionali nel capitale di rischio. Se consideriamo che rispetto ai 15 “pionieri” del 1986 oggi l’AIFI associa oltre 100 operatori di private equity e venture capital che stabilmente e professionalmente effettuano investimenti prevalentemente in società non quotate, siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti nel corso dei primi venti anni di vita dell’Associazione….


Carlo Ratti, MIT: ecco la città del futuro

Prof. Ratti il suo curriculum spicca oltre che per la qualità, per l’internazionalizzazione dei suoi studi. Cosa si trova in luog hi come l’MIT che non offre l’Italia?
La prima cosa che mi ha colpito quando sono arrivato al MIT è stato il fatto che professori e studenti restassero in università fino alle dieci di sera. Venendo da un’esperienza universitaria in Italia, lì per lì ho pensato a qualche sortilegio, poi mi sono accorto che c’erano ragioni profonde: passione per il proprio lavoro, senso di appartenenza a una comunità intellettuale e accademica cui ciascuno cercava di contribuire, incentivi per il merito…


Intervista a Diassina Di Maggio, direttrice dell’agenzia APRE

Partecipare ai programmi europei di ricerca e sviluppo tecnologico è un’occasione importante per aziende ed enti pubblici o privati, ma le difficoltà in Italia per chi volesse entrare a far parte di un progetto europeo di ricerca sono di verse: le informazioni non sono mai abbastanza, notoriamente il grado di conoscenza della lingua inglese nel nostro paese non è alto e partecipare comporta inevitabilmente una serie di costi a fronte di un esito incerto della richiesta di finanziamento del progetto. Il Budget per il VI Programma Quadro R&ST (2002 – 2006) complessivamente si è attestato a 17,5 miliardi di euro e purtroppo l’Italia non sfrutta in pieno i fondi stanziati.
Dal 1990 è operativa in Italia l’APRE, Agenzia per la promozione della Ricerca Europea, il cui scopo è quello di fornire informazioni sulle opportunità dei programmi quadro e assistenza a chi intenda parteciparvi. Tra i suoi circa 80 soci si annoverano numerose università e centri di ricerca, banche, la Confindustria e Unioncamere, BIC Lazio e FILAS.

Intervista a Roberto Bruno, A.D. del Centro Sviluppo Materiali

Questo mese abbiamo incontrato Roberto Bruno, Amministratore Delegato del Centro Sviluppo Materiali uno dei più importanti Centri di Ri cerca sui materiali in Europa. A lui abbiamo chiesto di parlarci del Centro e di raccontarci cosa vuol dire fare ricerca industriale in Italia e farla attraverso un’azienda, non in un centro di ricerca pubblico.

Dott. Bruno, il CSM ha recentemente compiuto quaranta anni di attività, dei quali l’ultimo decennio l’ha vista come Amministratore Delegato; ci può parlare del Centro e di come in questi anni è cambiato per far fronte ai mutamenti del mercato?
Il CSM è un centro di ricerca industriale che si pone, data la sua lunga esperienza, anche come un fornitore di know how e trasferimento tecnologico alle industrie con dei contributi che hanno quasi sempre un valore quantizzabile economicamente…


Alessandro Ovi, l’ingegnere che ha portato la rivista dell’MIT in Italia

Quando si parla di riviste che trattano il tema dell’innovazione tecnologica il pensiero corre inevitabilmente alla prestigiosa pubblicazione del Massachusetts Institute of Technology, la Technology Review che rappresenta la voce più autorevole in materia.In Italia la rivista deve la sua presenza ad Alessandro Ovi che da qualche anno ne e’ diventato anche editore con la Tech Rev s.r.l.. La rivista che ha come direttore responsabile Gian Piero Jacobelli, vanta un illustre comitato editoriale e scientifico con nomi, tra gli altri, del calibro di Carlo Rubbia, Umberto Veronesi, Vittorino Andreoli e Pasquale Pistorio. Abbiamo, quindi, chiesto all’Ingegner Ovi un’intervista per raccontarci la storia dell’edizione italiana di Technology Review e per conoscere il suo punto di vista sui temi dell’innovazione e della ricerca nel nostro paese…


Andrea Granelli: ”Non basta innovare, bisogna anche comunicare l’innovazione’

L’innovazione tecnologica è uno degli elementi portanti dello sviluppo di una società, ma affinché un’invenzione, per quanto utile possa essere, si trasformi in innovazione è necessario che venga fatta propria dalla collettività, che sia cioè capita ed assimilata. Perché ciò si realizzi, quindi, è indispensabile che sia comunicata adeguatamente, che sia raccontata. Su questo interessante argomento è stato recentemente pubblicato un testo a cura di Andrea Granelli edito dal Sole 24 Ore, primo volume della collana Innovazione e Competitività voluta dalla Fondazione Cotec. Per approfondire questo tema abbiamo contattato il Prof. Granelli che ci ha cortesemente concesso una lunga intervista…

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