Intervista a Marco Montemagno


La società di cui sei cofondatore e che amministri raccoglie un insieme di blog professionali; ritieni che questa possa essere la futura via dell’informazione, sulla rete e non solo?
Quando un anno e mezzo fa con Marco Antonio Masieri abbiamo fondato Blogosfere, un network di blog era la strada migliore. Oggi le soluzioni possibili sono diverse. L’aspetto interessante è vedere quali sono i caratteri dominanti della nuova informazione. Il principale è che l’informazione ora è più sociale, vale a dire gli utenti partecipano sempre di più e l’informazione non la fanno solo i media ed i giornalisti, ma la fanno in realtà tutti anche se a diversi livelli e con diverse gerarchie. Il punto chiave sta nel diventare il migliore hub, il migliore aggregatore di informazioni. Per fare un esempio che renda l’idea, si può considerare il lancio dell’iphone dove si è assistito ad un cambiamento molto interessante: l’informazione è stata coperta non solo in maniera tradizionale, ma molto anche dagli utenti in modo nuovo usando strumenti come Mogulus, il software per il videostreaming, Twitter, Jaiku, blog, social network ecc. ecc.; questo secondo me è il vero futuro dell’informazione, dove ci sono mille componenti, molte piattaforme ed i più bravi ad essere hub di tutto questo sono quelli che avranno più successo.
Ritieni che siano maturi i tempi per un utilizzo più intensivo in ambito business del web 2.0 o di una sua diversa coniugazione?
Premettendo che la definizione di web2.0 è molto vasta, ampia e opinabile ci sono comunque dei settori dove alcuni strumenti del web2.0 ed alcuni suoi approcci – mi riferisco, ad esempio, al fatto di essere utenti molto attivi, molto connessi – ne rendono l’uso in chiave business molto interessante, uno per tutti comunicazione e marketing. Se mi occupassi di comunicazione utilizzerei per le mie campagne tutti quegli strumenti come Twitter, Pownce, l’ultima start up di Kevin Rose, blog, presenza su centri di gravità come Facebook, Myspace, Youtube ecc.ecc.. Un utilizzo immediato è quindi quello del marketing, poi possiamo considerare la produttività interna delle aziende, dove, ad esempio, per quanto riguarda la Intranet la comunicazione interna alle aziende ne trae sicuramente un notevole beneficio e molte società ne stanno già facendo uso.
Tra i blog del tuo network ce ne sono diversi sul tema dell’hitech e dell’innovazione, in Italia a tuo avviso quali sono gli ostacoli principali per chi vuole fare innovazione tecnologica?
L’ostacolo principale è senza dubbio il capitale di rischio. L’innovazione tecnologica costa ed in Italia c’è un grosso problema: mancano i Venture Capital. Focalizzando il discorso sull’area internet, il problema è che in Italia per partire con un’azienda hai due scelte: o rivolgerti ad una banca e chiedere un finanziamento classico che ha ovviamente un costo o impiegare capitali propri. Il finanziamento bancario, inoltre, è difficile da ottenere e molto oneroso da sostenere finché il proprio modello di business non permetta di arrivare al break even e, considerando che oggi il modello di business prevalente in area web è l’advertising, il punto di profittabilità è spostato sicuramente in là nel tempo. Negli Stati Uniti la situazione è diversa, con una bella idea, un buon progetto ed un buon team si possono trovare dei finanziamenti in capitale di rischio adeguati, anche se bisogna aggiungere che, in realtà quali la Silicon Valley, anche la competizione tra imprenditori e aspiranti tali è molto dura. Un altro problema è lo scarso contatto tra gli addetti ai lavori. Negli ultimi tempi, comunque, si è assistito ad un cambiamento di questo trend, la situazione è migliorata e le occasioni di incontro si sono moltiplicate anche al di là dei Barcamp. La mancanza di capitali, inoltre, non permette a chi vuole fare impresa di “pensare in grande”, faccio un esempio: se con una piccola start up realizzo un’applicazione basata ad esempio su video streaming che poi viene diffusa su Facebook in modo virale so già in partenza che il mio sistema non potrà reggere l’impatto della mole degli utenti (l’infrastruttura hardware richiesta sarebbe troppo onerosa). Ci sono comunque degli ottimi esempi di imprenditori di successo europei da prendere come modello, mi riferisco ad esempio a Pierre Chappaz, fondatore di Wikio ora e di Kellkoo prima, imprenditori che possono fare da traino con la loro storia per un rilancio anche in Italia. Noi, quindi, dobbiamo ragionare in un’ottica quanto meno europea, per accedere ad un mercato dei capitali a più ampio respiro e non dobbiamo rinunciare a pensare in grande.

Il profilo di Marco Montemagno
Marco Montemagno da 10 anni sviluppa progetti e applicazioni per Internet.
E’ specializzato nella creazione, ideazione, sviluppo e promozione di progetti Web.
È cofondatore e amministratore delegato di Blogosfere.
E’ assistente alla cattedra di “Teoria e tecniche dell’informazione on line”, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano (Prof. Emilio Carelli).
È speaker e moderatore a conferenze, convegni, seminari relativi a Internet e progetti Web.
Ha curato la rubrica “Diario di Rete” su Internet Magazine (2005)
E’ autore di “Web elections”, il primo libro italiano (blogbook) su Politica e Internet.
E’ autore di “Political Web Tools, la prima raccolta di political web tools, per fare politica online.
E’ autore del Vademecum Elezioni politiche 2006 e Internet – Principi e nuovi trend del Web per le campagne politiche online in Italia.
E’ autore di “P2P Manifesto”, studio sull’importanza della tecnologia di file sharing, tradotto in 4 lingue.
In materia di File sharing é stato ascoltato in qualità di esperto di Information Technology, in occasione dell’audizione informale tenutasi in data 6 aprile 2004, presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati, avente ad oggetto “Conversione in legge del decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, recante interventi per contrastare la diffusione telematica abusiva di materiale audiovisivo, nonché a sostegno delle attività cinematografiche e dello spettacolo” (4833).
Ha ideato, insieme a Robin Good e Massimo Stella, TheWeblogProject, il primo film al mondo sui Blogs.
Ha ideato e realizzato www.popolodellarete.it, sito che unisce cittadini e politici sulle normative informatiche.
Ha ideato e realizzato Consumavoce il primo sito in Italia – gratuito – dedicato ai reclami dei consumatori.
Ha ideato e realizzato Grupster, il primo sito di Social Networking in Italia.
Interviene su SkyTG24 , diretto da Emilio Carelli, in qualità di esperto di Internet.
Per Sky TG24 ha anche curato (Agosto 2004) la rubrica giornaliera, “I Giochi in rete”, dedicata alle Olimpiadi viste da Internet.
Per le elezioni Americane 2004 ha seguito un appuntamento settimanale dedicato alle Elezioni USA viste da Internet (qui alcuni video e approfondimenti).

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