Intervista a Paolo Paganucci, Telecom Italia


Paolo PaganucciQuale è a tuo avviso la prossima frontiera dell’innovazione in ambito mobile?

Ieri erano i contenuti (“content is king” si diceva!), oggi è il mobile broadband (le nuove frontiere sulle tecnologie di accesso alla rete permetteranno esperienze di connettività mobile incredibili) e domani saranno le partnership, la convergenza delle industry contigue, i nuovi modelli di business. Ad esempio, tutti scommettono sulla “rivoluzione” che porteranno gli operatori virtuali al mercato del Mobile in Italia… io ci credo e penso che da quel fronte arriveranno soprattutto innovazioni ai modelli di business e non tecnologiche, ma sempre in ottica cliente.

Alla base di tutto, infatti, dovranno continuare a regnare le regole fondamentali dell’innovazione: semplicità d’uso e utilità. La tecnologia deve essere al servizio dell’uomo, non il contrario.

Come può l’innovazione cambiare la qualità della vita?

Moltissimo. Ne abbiamo esempi continui… è di questi giorni la notizia che il comune di Genova ha organizzato un servizio per anziani e malati basato su un braccialetto elettronico localizzabile tramite GPS con monitoraggio continuo via internet della posizione e delle principali funzioni vitali. La sensoristica, le nanotecnologie, le energie alternative sono tutte innovazioni che contribuiscono sicuramente a migliorare la qualità della vita. Ma anche iniziative meno “tecnologiche” sono importantissime, come ad esempio l’OLPC (One Laptop Per Child) di Negroponte che ha l’ambizione di riuscire a dare un portatile ad ogni bambino del mondo realizzando prodotti a bassissimo costo (in questo caso 100$ a PC).

Il problema, semmai, è legato all’impegno che le industrie dedicano o possono dedicare all’innovazione. Oggi viviamo in una società industriale che preferisce l’uovo oggi invece che la gallina domani e questa è l’antitesi dell’innovazione!

Ti occupi da tempo di innovazione in campo mobile in Italia, a tuo avviso quali sono gli ostacoli principali per chi vuole fare innovazione tecnologica?

Come dicevamo prima, purtroppo gli ostacoli sono essenzialmente “economici”. Oggi la maggior parte delle aziende non può permettersi investimenti importanti a lungo termine (o addirittura a perdere, come succede spesso nel caso dell’innovazione). In Italia abbiamo fior di ricercatori, ma raramente trovano investitori disposti a finanziare i loro progetti. La cosa peggiore, però, è che ci sono parecchi investitori stranieri che vorrebbero investire in Italia e non trovano la possibilità di farlo. Mancano le strutture adeguate, le informazioni e i controlli, la possibilità di “incrociare” domanda e offerta… incredibile ma vero. Penso che ci vorrebbe veramente poco a livello politico e organizzativo a colmare questa lacuna e rimettere in moto la macchina delle idee, dell’entusiasmo, del coraggio, delle start-up… insomma dell’innovazione.

 

Profilo di Paolo Paganucci

Paolo Paganucci nasce a Udine nel 1965, dopo il diploma di maturità scientifica europea conseguito alla Ècole Internationale du SHAPE (vicino a Bruxelles), si laurea in Ingegneria Elettronica all’università di Roma “La Sapienza”.

Inizia la propria carriera lavorativa nel mondo dell’ICT dapprima in HP, poi in Ericsson quindi in Nokia. Dal 1996 è in TIM dove ha ricoperto diversi ruoli in ambito IT, VAS, Marketing e Business Development. Ha sempre lavorato nell’ambito dell’innovazione e della ricerca applicate ai servizi, ai prodotti e, in generale, alle nuove opportunità di business per l’azienda.

Da gennaio 2007 è responsabile della funzione Scouting & Benchmarking di TIM.

Sposato con due figli, quando non si dedica alla famiglia e al lavoro, si rilassa suonando la batteria con un gruppo di amici e colleghi.

 

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