Intervista a Emil Abirascid, Direttore di “Innov’azione”

Per essere informati sui temi e l’ecosistema dell’Innovazione in Italia ha da poco visto la luce una nuova rivista “Innov’azione“, voluta dal Polo tecnologico di Navacchio – sede anche dell’Apsti, l’Associazione dei parchi scientifici e tecnologici italiani – e diretta da Emil Abirascid – socio dell’ADIT . Ma “Innov’azione ” non è esclusivamente la rivista cartacea, è un progetto editoriale articolato; ne abbiamo parlato intervistandone il direttore.
Emil, da anni sei impegnato sui temi dell’innovazione tecnologica come giornalista e chairman di conferenze, ora l’importante incarico di Direttore della rivista ”Innov’Azione”. Parlaci dell’idea che sta alla base della rivista.
L’idea di Innov’azione parte da Navacchio, località vicino a Pisa dove ha sede l’omonimo Polo tecnologico che ospita anche il quartiere generale dell’Apsti, l’Associazione dei parchi scientifici e tecnologici italiani. Idea che è nata dal desiderio di valorizzare con uno strumento editoriale di respiro nazionale i risultati della ricerca. Innov’azione si propone quindi come la ‘voce ufficiale’ dell’ecosistema dell’innovazione italiana dove per innovazione si intende quella che si fa impresa.
Quali progetti nel cassetto ci riserverete per “Innov’Azione”?
Innov’azione è nata ufficialmente a dicembre 2008 e alla fine di gennaio 2009 siamo usciti con il primo numero, il prossimo arriverà alla fine di marzo essendo la versione cartacea della rivista bimestrale. Parlo di versione cartacea perché Innov’azione è anche il sito web raggiungibile all’indirizzo www.lobbyinnovazione.it, dove oltre alle notizie dall’ecosistema dell’innovazione italiana è possibile scaricare una copia della rivista in formato pdf, ed è anche il ciclo di convegni che organizziamo ogni due mesi presso i parchi scientifici e tecnologici italiani.
E’ quindi una piattaforma editoriale articolata che sta muovendo ora i primi passi ma che già raccoglie interesse da parte di tutti gli attori dell’ecosistema dell’innovazione: oltre ai parchi scientifici e tecnologici, anche le imprese, gli investitori in capitale di rischio, le istituzioni, il mondo accademico.

Sul primo numero di Innov’azione sono pubblicati contributi di esponenti di primo piano di questo ecosistema. Innov’azione è distribuita in cinquemila copie a persone che fanno parte dell’ecosistema e a istituzioni, associazioni industriali e altri soggetti che devono conoscere meglio questo fenomeno, l’intento è quindi fare azione di lobby. Anche le copie in pdf sono scaricabili gratuitamente e tutti i contenuti della rivista e del sito sono resi disponibili con licenza Creative Commons che ne consente la libera riproduzione e circolazione, ciò proprio perché è importante che i contenuti della ‘voce ufficiale’ dell’ecosistema dell’innovazione italiana circolino il più possibile.
Questo modello di business fa di Innov’azione essa stessa una start up, è quindi importante per noi trovare sostegno e supporto da parte di attori che credono nell’importanza di uno strumento come questo che colma un vuoto nello scenario a cui si rivolge. E’ fondamentale per fare sì che Innov’azione cresca e si sviluppi, il supporto di sponsor, inserzionisti e in generale di realtà che sostengano l’iniziativa.
Perché è importante parlare di innovazione tecnologica in Italia?
Non solo è importante, è fondamentale perché solo attraverso l’innovazione tecnologica, in tutti i possibili campi e nella quale in Italia vi sono eccellenze, è possibile dare un futuro all’economia del Paese.
Non ci sono altre strade se non quella di investire nel futuro, nell’innovazione, nel dare respiro a queste start up innovative che stanno al centro dell’ecosistema dell’innovazione aiutandole ad emergere e sfruttare questo fenomeno per riequilibrare la spinta economica tra il nord e il sud del Paese perché questo ecosistema dell’innovazione sta dimostrando di essere attivo anche nelle regioni del meridione ed è questa una opportunità che assolutamente non va persa.
Cosa si può fare per sostenere Innovazione, Ricerca e Sviluppo nel nostro Paese?
Negli ultimi 4-5 anni il fenomeno delle start up e di tutto ciò che serve per farle crescere si è fortemente sviluppato: le Università, almeno le più lungimiranti, hanno creato uffici per il trasferimento tecnologico e incubatori e acceleratori di impresa, il capitale di rischio in veste di venture capital, seed capital e business angel è tornato ad avere un ruolo attivo, in alcune regioni le amministrazioni locali hanno capito che servivano azioni a sostegno del fenomeno e le hanno attuate, il governo ha varato il fondo high-tech per il sud che sarà gestito dalle Sgr (vale a dire con logiche da venture capital).
Tutte iniziative che hanno dato slancio al sistema e che oggi sono la base per compiere i futuri passi che devono andare verso un consolidamento e rafforzamento di tutto ciò di positivo che è stato fatto fino a oggi, e verso lo sviluppo di iniziative capaci di dare maggiore spinta alle start up innovative: servono politiche fiscali apposite, serve un maggiore coinvolgimento da parte del mondo industriale, serve una maggiore disponibilità di capitali. Questi sono i messaggi ai quali Innov’azione intende dare voce proponendo possibili strade e azioni da compiere.
Hai da poco lanciato “Imprese e StartUp”, un social networl dedicato alle imprese ed alle startup; anche le piccole imprese possono fare ricerca e innovazione?
Tutti possono e devono fare innovazione. Il social network Imprese e start up che ho realizzato con il supporto di Innovhub, azienda speciale per l’innovazione della Camera di Commercio di Milano, è aperto a imprese, start up, investitori, incubatori di tutto il Paese e anche dall’estero. Lo scopo del progetto, nato lo scorso ottobre, è quello di favorire la relazione tra start up e gli altri attori dell’ecosistema dell’innovazione e i risultati ottenuti fino a oggi sono più che soddisfacenti. Lo scorso 12 febbraio abbiamo anche organizzato il primo evento ‘fisico’ con i membri di Imprese e start up, si è trattato anche in questo caso di un’azione sperimentale perché abbiamo dato vita allo speed dating dell’innovazione durante il quale circa 30 start up si sono confrontate con circa 20 tra investitori, imprese, incubatori in incontri one-to-one della durata di tre minuti ciascuno. Un successo.

