Nuovi indirizzi IP: La Rete della Ricerca italiana è già compatibile con l’IPv6
Ci fa molto piacere poter segnalare una notizia che non vede l’Italia fanalino di coda in materia di ricerca e innovazione. L’allarme sulla scarsa disponibilità di indirizzi IP comincia a farsi sentire e la stessa Viviane Reding, commissaria europea per la Società dell’informazione e i media, ha evidenziato che solo il 16% degli indirizzi IPv4 è utilizzabile per nuovi collegamenti, esortando al proposito gli Stati membri a far sì che il nuovo protocollo IPv6 sia ampiamente utilizzato nelle amministrazioni pubbliche e nelle imprese entro il 2010, almeno per quanto riguarda il 25% degli utenti. Il Consortium GARR che ha coordinato per l’Italia il progetto 6Net avente lo scopo di sviluppare e testare IPv6 in condizioni realistiche, ha realizzato una rete sperimentale IPv6, parallela all’attuale rete di produzione GARR. Ad oggi, in netto anticipo, quindi, rispetto alla scadenza del 2010, tutta la rete GARR è double-stack, cioè è in grado di fornire connettività IPv4 e IPv6 a tutti gli Enti collegati.

